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Cos’ è una canna fumaria?

La canna fumaria è un componente dell’edificio che è soggetta al rispetto delle disposizioni della direttiva 89-106-CEE.

Direttiva prodotti da costruzione:89/106/CEE (nota come CPD) – recepita  con DPR 21-04-1993 n°246 – G.U. n°170 del 22-07-1993 Modificato con DPR 10-12-1997 n° 499 “Regolamento recante norme di attuazione della Direttiva 93/68/CEE per la parte che modifica la Direttiva 89/106/CEE – G.U. n°21 del 27-01-1998.

La direttiva CPD trova applicazione nell’installazione delle canne fumarie tramite la norma tecnica armonizzata (armonizzata ha valore di Legge) UNI EN 1443 “Camini – requisiti generali”.

Questa norma disciplina i camini in generale e riguarda ogni tipo di camino, sia metallico che in refrattario, calcestruzzo,  etc. con le specifiche norme di prodotto:

UNI EN 1856-1 per le canne fumarie metalliche sistemi camino,

UNI EN 1856-2 per le canne fumarie metalliche

UNI EN 14471 per le canne fumarie in plastica

UNI EN 1806 per le canne fumarie in laterizio o ceramica

UNI EN 1457 per i tubi in terracotta o ceramica

UNI EN 12446 per il cavedio in calcestruzzo

Ecc..

È importante che l’operatore sappia leggere le certificazioni dei  materiali e loro rispettivo impiego

Per quanto detto sopra ogni canna fumaria deve essere realizzata con materiali marcati CE e una volta costruita deve essere designata con la targhetta.

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Chi può posare una canna fumaria?

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, con nota del 24-02-2010, ha precisato che i caminetti, le stufe a legna e/o pellet,ecc. sono da considerare “ impianti termici” e di fatto li assimila agli impianti di riscaldamento a gas relativamente ai requisiti di sicurezza, perciò la loro installazione rientra a tutti gli effetti nel DM 37/08.

Il Ministero infatti scrive:

“…… chiarimenti in merito alla giusta applicazione del DM 37/08 con riferimento all’attività di installazione di caminetti e stufe.”

Innanzitutto occorre specificare che per “impianto termico” per riscaldamento, ai fini del sopraccitato DM, si intende il complesso di prodotti formato generalmente da un generatore di calore, da un condotto per lo smaltimento dei fumi, ove generati, sistema di aerazione e ventilazione, eventualmente uno o più sistemi per la distribuzione di calore.

Per quanto premesso, “l’impianto termico” di riscaldamento, qualunque ne sia la potenzialità, entra nella classifica di cui al DM 37/08, articolo 1. comma 2 lettera c).

Perciò, sia la costruzione delle canne fumarie, sia l’installazione di caminetti, stufe

ecc, deve essere fatta da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c), (anche se con le opportune limitazioni). In particolare le canne fumarie devono essere progettate e avere la dichiarazione di conformità anche quando non hanno ancora l’apparecchio allacciato in quanto parti di impianto termico (vedi DM 37/07 allegato 1- legenda: punto7).

La seconda risoluzione Ministeriale del 17/01/2011 conferma, richiamando la precedente nota di cui sopra, che l’istallazione di stufe, caminetti e canne fumarie non solo rientra nelle more del DM 37/2008, ma sottolinea come la stessa attività già rientrasse pure nella regolamentazione della L. 46/1990 (il DM 37 avrebbe solo chiarito meglio le attività che rientrano tra gli “impianti termici di riscaldamento”).

Inoltre:Il Dlgs 128 del 28-06-2010 definisce con l’Art: 283 al punto b) generatori di calore: qualsiasi dispositivo di combustione alimentato con combustibili al fine di produrre calore, costituito da un focolare ed eventualmente uno scambiatore di calore;  e al punto d) l’impianto termico; ne consegue che tutti gli apparecchi quali caminetti, stufe a legna e pellet, caldaie etc. sono considerati generatori di calore e come tali sono apparecchi termici.

La  loro installazione, così come la nuova costruzione, il risanamento di vecchi camini (punto h: modifica dell’impianto) o la ristrutturazione della canna fumaria  a loro collegata, costituendo l’insieme un impianto termico civile rientra nel DM 37/08 e quindi a fine lavori occorre rilasciare la Conformità dell’impianto.

Per quanto riguarda l’installazione degli apparecchi termici basta seguire le norme UNI  fra le quali la UNI 10683 e verificata la documentazione degli apparecchi e quella della canna fumaria si può emettere la Dichiarazione di Conformità di installazione che è fondamentale per far valere  tutte le garanzie degli apparecchi stessi  e anche le varie Assicurazioni sulla casa.

In merito all’installazione o la costruzione di un camino – canna fumaria il Modello attuale  per la Dichiarazione di conformità presenta una modifica sostanziale rispetto al Modello precedente e riguarda gli impianti che sono stati eseguiti utilizzando prodotti per i quali non esistono norme tecniche di prodotto o di installazione e che vengono utilizzati allo stesso scopo in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

Quindi l’impresa che utilizza per la realizzazione di un camino o di una canna fumaria prodotti per i quali non esistono Norme,   quindi privi di certificato CE,  dovrà allegare alla Dichiarazione di conformità anche un progetto firmato da un Ingegnere iscritto all’Albo e deve sempre apporre la targhetta identificativa del camino con specificate le caratteristiche di designazione ottenute dal progetto.

Quando l’Impresa utilizza sistemi camino finiti marcati CE (ESSEBLOCK o doppia parete acciaio o rame), completa l’installazione con l’applicazione della targhetta di identificazione (UNI EN 1443) della canna fumaria e quindi, essendo marcato CE dalla Fabbrica tutto il sistema camino finito, l’impresa  può facilmente rilasciare la conformità.

Ricordiamo che la costruzione di canne fumarie, in modo particolare per caminetti, stufe a pellet, caldaie a biomassa, etc. utilizzando più componenti singoli marcati CE ( esempio: canne in acciaio monoparete + lana roccia + cavedio esterno in vari materiali) richiede, alla fine dell’installazione, al momento dell’apposizione della targhetta identificativa della canna fumaria realizzata, l’apporto di un Tecnico che stabilisca le caratteristiche del prodotto ottenuto dall’assemblaggio dei vari componenti e in particolare definisca la temperatura di funzionamento, la distanza dei materiali combustibili ecc., cioè deve definire i dati da inserire nella targhetta, questa permetterà, ad eventuali successive imprese, in caso di sostituzione dell’apparecchio termico, di sapere se la canna fumaria sarà compatibile con il nuovo apparecchio.

UNI TS 11278 punto 5

“Per prodotti designati e marcati secondo la UNI EN 1856-2 l’installatore deve inoltre definire la distanza dai materiali combustibili secondo una delle seguenti modalità:

  • calcolare la distanza dei materiali combustibili secondo la UNI EN 15287-1 ad eccezione dei canali da fumo, per i quali la distanza dai materiali combustibili deve essere fornita dal fabbricante;
  • rispettare le distanze minime di sicurezza indicate nelle norme di installazione (per esempio UNI 7129, UNI 10683, UNI 10845 e UNI 11071).
  • Inoltre, deve definire, nel caso di prodotti isolati in opera, la resistenza termica (per esempio secondo il metodo di calcolo della UNI EN 15287-1).”

    Ciò viene evidenziato pure nella Legenda del Modello della Dichiarazione di Conformità degli Impianti al punto 7 ove evidenzia “nel caso in cui parti dell’impianto siano predisposte da altra impresa ( ad esempio ventilazione e scarico fumi negli impianti a gas-e attualmente anche per i caminetti etc.), la dichiarazione deve riportare gli analoghi riferimenti per dette parti.”

    In base alla detta normativa:

    • a partire dal 28 luglio 2010 la dichiarazione di conformità va rilasciata sui nuovi moduli, previsti dagli allegati I (imprese installatrici) e II (uffici tecnici interni delle imprese non installatrici) del D.M. 37/08;
    • SI EFFETTUA UN UNICO DEPOSITO IN COMUNE (PRESSO SPORTELLO EDILIZIA ED URBANISTICA).

    Ai sensi dell’art. 11 del DM 37/2008 è previsto un unico deposito presso il Comune (Sportello Edilizia ed Urbanistica), evitando così il deposito anche presso la Camera di Commercio:

    comma1
    …l’impresa installatrice deposita, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l’edilizia, di cui all’articolo 5 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 del comune ove ha sede l’impianto, la dichiarazione di conformità ed il progetto redatto ai sensi dell’articolo 5, o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

    Si rammenta in ogni caso la necessità di depositare, contestualmente alle due copie di dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte resa sulla base del modello (I o II):

    la copia destinata al Comune contiene anche i cosiddetti allegati obbligatori (previsti esplicitamente dall’art. 7, commi 1 e 2 del D.M. 37/08):

    • relazione con tipologie dei materiali utilizzati con materiali normalizzati ( CE ),
    • progetto ai sensi degli articoli 5 e 7 oppure schema di impianto realizzato con descrizione funzionale ed effettiva dell’opera realizzata con la necessaria documentazione tecnica e il richiamo ad osservanza e applicazione di Norme Tecniche.

    Qualora il Comune non richieda il deposito della dichiarazione di conformità, tale dichiarazione sarà data al committente.

    Quindi in definitiva il committente deve chiamare imprese in regola e pretendere la conformità, anche per non far decadere la garanzia dell’apparecchio o dell’impianto.

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    Come fare per la designazione del camino canna fumaria?

    Nella costruzione di una canna fumaria con prodotti certificati CE per sistemi camino completi, è molto semplice perchè occorre effettuare il montaggio dei componenti secondo le istruzioni del fabbricante. E’ il sistema camino che è certificato e pertanto si può facilmente compilare la targa con la designazione CE del sistema camino installato a cui  aggiungere il nome dell’installatore!!

    Diversamente, è più complesso designare un camino composito, cioè effettuando la costruzione con più materiali idonei, ognuno certificato CE, in quanto nella designazione del camino si deve considerare il camino nel suo complesso; in questo caso pertanto, occorre considerare l’interazione dei materiali fra di loro per avere poi i dati finali che permettono di compilare la targa.

    La norma che si deve seguire per la designazione di un camino composito è la UNI EN 15287. Vediamo alcune criticità nell’applicare la norma:

    • è ancora difficile calcolare e garantire, nel caso del camino composito, lo spessore del materiale isolante per rispettare le condizioni dettate dalla 1443 che impone di non superare gli 85 °C in esercizio al materiale infiammabile e 100°C  in caso di incendio da fuliggine,

    • ci troviamo con normative in inglese e con formule matematiche ingegneristiche . Come la formula dell’allegato N

    formula allegato N

    Da quanto sopra, è evidente che costruire una canna fumaria con sistemi camino  certificati CE dà all’installatore notevole tranquillità in quanto non ha problemi di designazione del camino, la garanzia è a carico della Ditta costruttrice dei componenti; l’installatore deve tener conto nel montaggio che le caratteristiche del camino indicate nell’etichetta siano adeguate all’uso previsto e all’apparecchio termico che vi andrà collegato.

    Se è previsto o meno incendio di fuliggini, verificare la distanza dai materiali combustibili! Non posizioniamo un camino vicino a travi in legno perchè essendo isolato pensiamo che possa andare bene, i pompieri sono stanchi di spegnere incendi causati da queste trascuratezze e inoltre le assicurazioni non pagano! La temperatura di esercizio del camino è idonea? Se funzionamento è previsto in depressione o in pressione, se a secco o in umido!

    Sembra che le norme esagerino, ma non dobbiamo mai dimenticare che la canna fumaria degli apparecchi a combustibile solido è soggetta al rischio di incendio di fuliggini, quando accade escono le fiamme alte anche oltre tre metri dal comignolo e le temperature che si raggiungono nelle pareti interne sono dell’ordine dei 1000°C – mille!!!

    A ben pensarci il camino nella sua semplicità è forse uno dei punti più pericolosi di tutta la casa e vale la pena di farlo eseguire in perfetta regola e si deve pretendere la certificazione e la designazione da chi lo costruisce che spesso, non solo per risparmiare pochi centinaia di euro ma per ignoranza totale del funzionamento e quindi delle Norme del prodotto effettua delle installazioni che chiamarle camini o canne fumarie ci vuole una buona dose di fantasia!!!

    Esempio di targa o placca fumi (come richiesto da UNI EN 1443 e UNI TS 11278)

    esempio targa fumi

    La certificazione, la designazione del camino con la compilazione della targa non sono atti burocratici, ma servono a dare al proprietario dell’abitazione, che non sa e non è tenuto a sapere le norme tecniche e quanto altro, ma che paga per avere  un servizio e un prodotto, la garanzia che i soldi non sono stati spesi ma sono stati investiti per la sicurezza propria, della famiglia, degli altri e dell’abitazione.

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    Quali sono i problemi che si possono incontrare nell’installazione di apparecchi a biomassa legnosa (caminetti, stufe, stufe a pellet, etc)?

    L’installatore di apparecchi a biomassa legnosa può essenzialmente trovarsi ad intervenire  in tre tipologie di abitazione:

    Casa nuova finita:

    Nel camino già costruito non trova la targa identificativa, può:

    1) chiedere al padrone dell’abitazione che si faccia dare la documentazione dal costruttore, se questi non è più rintracciabile c’è il direttore dei lavori che, avendo firmato per l’agibilità la regolarità degli impianti avrà la documentazione per poter designare il camino

    2) può assumersi personalmente la responsabilità di classificarlo:

    a) ricerca la documentazione dal progettista e dall’installatore o costruttore del camino

    b) se non ottiene i dati, i controlli non invasivi che può fare sono:

    – ispezione visiva per identificare il materiale utilizzato attraverso una video ispezione

    – prova di tenuta del camino. Si tratta di operazioni costose ma fattibili.

    – deve però anche verificare la distanza dal materiale infiammabile, ad esempio un passaggio tetto o l’isolamento termico delle pareti e la verifica non può essere che invasiva, dovrà chiedere il permesso di effettuare dei sondaggi invasivi.

    3) può effettuare l’installazione dell’apparecchio termico direttamente, senza controlli, sperando che il camino sia fatto bene, ma, in caso di incidenti o malfunzionamenti, può rischiare di trovarsi dal giudice cercando di dimostrare (spesso inutilmente perchè come installatore viene reputata persona esperta che deve a sua volta seguire le norme UNI 10683 per apparecchi a combustibili solidi) la sua innocenza e in ogni caso c’è sempre di mezzo la conformità.

    Casa costruita da tempo:

    Vale quanto sopra detto, senza normalmente avere la possibilità di ottenere informazioni da chi ha costruito la canna fumaria, perciò la responsabilità dell’installatore del caminetto, della stufa o altro apparecchio è nitida e consistente.

    Casa in costruzione:

    C’è la possibilità di fare le cose in maniera perfetta risparmiando, infatti con la canna fumaria da costruire, il fumista o l’installatore o il fornitore dell’apparecchio termico, che dovrà essere scelto prima di fare la canna fumaria (non dopo come sempre avviene), questo per equilibrare il tiraggio e avere il massimo rendimento. Effettuando sopralluoghi per garantire la funzionalità, può intervenire e far scegliere e montare il prodotto che meglio si abbina alle esigenze degli apparecchi termici che si andranno ad installare sia per qualità che per dimensioni.

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    Come facciamo a sapere in che modo è costruito un camino-canna fumaria e se è adatto a ricevere i fumi dell’apparecchio che si va ad installare?

    Alcuni accorgimenti sono:

    1. Targa identificativa della canna fumaria: E’ identificato  se esiste una targa della canna fumaria come richiesto dalle norme UNI EN 1443-2005 (art. 7.3) e, se il condotto fumi è metallico, UNI TS 11278-2008 (art. 6)

    2. Targa identificativa della canna fumaria e dichiarazione di conformità: per gli impianti domestici realizzati dopo il giugno 2008 sono richiesti entrambi i documenti

    3. Progetto e/o calcolo: per gli impianti di centrale termica o le canne fumarie collettive ramificate, oltre agli obblighi della targa fumi (dopo il 06/2005) è richiesto anche il progetto: D.M. 37/08, per le canne collettive per apparecchi di tipo C è richiesto il calcolo della canna fumaria.

    4. Dichiarazione di conformità: se manca la targa, controllare se esiste una dichiarazione di conformità della canna fumaria o dell’impianto termico esistente se installato prima del giugno 2005, se installato dopo l’installatore o il costruttore della canna fumaria – camino deve fornire la documentazione per la designazione del camino.

    Se l’impianto è precedente al 06/2005 con identificazione del responsabile: controllare se è chiaro chi è il responsabile dell’impianto esistente precedente e se sono disponibili i relativi dati tecnici.

    Se manca la targa fumi o uno dei documenti precedentemente descritti, la ditta installatrice dell’apparecchio termico, ha le seguenti possibilità:

    1. Informare l’utente che la canna fumaria non è certificata e che deve chiedere all’impresa che l’ha posata di applicare l’apposita targa identificativa prevista dalla legislazione vigente

    2. Se l’impresa che ha realizzato la canna fumaria non è più reperibile oppure l’installazione risale a prima del 2005 e non è mai stato installato un generatore di calore, dovrà informare l’utente che la canna fumaria non è certificata e che l’utente stesso deve provvedere, a mezzo di appositi tecnici, a farla verificare, e se occorre a renderla adeguata per ricevere i fumi dell’apparecchio termico previsto, questi  provvederanno poi ad applicare l’apposita targa identificativa

    3. Non richiedere alcuna certificazione all’utente o al proprietario dell’immobile, essendo consapevole di assumersi la responsabilità totale dell’installazione compresa anche la responsabilità della canna fumaria installata da terze e sconosciute persone!, e pertanto oltre la dichiarazione di conformità dell’istallazione dell’apparecchio termico farà anche quella della canna fumaria e quindi applicherà la targa identificativa.

    Questo accade ancora oggi nella maggior parte dei casi. Normalmente non si applica la targa in quanto non si fanno i controlli sulla canna fumaria o perchè sono costosi, e il cliente non vuole pagare, o spesso perchè chi va a installare un caminetto, una stufa etc, non è competente e pertanto non sa come e cosa fare! Poi i tetti si incendiano… e a quel punto non importa a nessuno che, per risparmiare, non si è verificato e designato il camino e magari per il montaggio dell’apparecchio si è scelto il “pensionato”, ma tutti, giustamente, vogliono essere risarciti dai danni che spesso sono estremamente consistenti! Va bene se dal Codice Civile non si passa al Codice Penale per l’installatore!!!

    Qualsiasi  lavoro deve essere fatto da personale competente, in regola, che deve rilasciare tutte le documentazioni dovute e/o previste dalle Leggi o dalle Norme.

    Alcune  verifiche sul camino – canna fumaria prima dell’allacciamento degli apparecchi termici.

    La ditta installatrice prima di allacciare il generatore di calore alla canna fumaria dovrà eseguire fra gli altri anche i seguenti controlli (UNI 10845, UNI 7129, UNI 10683, D.L. 152 ecc.):

    1. La presa visione della targa fumi e dei certificati (o dei soli certificati se prima del 2005)

    2. Le dimensioni (diametro o sezione ed altezza) e si esegue un dimensionamento secondo UNI 13384 o secondo le indicazioni del produttore del generatore di calore per verificare il “tiraggio”

    3. Il comignolo e la parte terminale della canna fumaria (distanze e zona di riflusso)

    4. Gli accessori necessari per ridurre le emissioni, come per esempio il registro di tiraggio

    5. Gli accessori di sicurezza, come gli sportelli di manutenzione, gli scarichi di condensa ecc.

    6. In caso di dubbi consistenzi sulle caratteristiche strutturali occorrono verifiche con visione interna (videoispezione) ed esterna secondo UNI 10845

    7. La tenuta o permeabilità ai fumi secondo UNI 10845 e UNI EN 1443

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    Quando la canna fumaria diventa impianto termico?

    La canna fumaria diventa componente dell’impianto termico al momento della costruzione e deve essere designata con la targhetta UNI EN 1443:2005, indipendentemente dall’allaccio di un apparecchio termico.

    Art. 1: – c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;

    Art. 1 – e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;

    Come si può leggere nei commi dell’articolo 1 all. c) ed e) di cui sopra, il D.M.37/08 parla di “opere di evacuazione dei prodotti della combustione” e una canna fumaria o un camino fa sicuramente parte di queste opere.

    Resta comunque sempre l’obbligo per tutti (produttore, venditore, impresa, installatore, progettista o privato) di vendere, progettare e montare solo materiali certificati CE per le canne fumarie e di applicare la targa di designazione del prodotto ( UNI EN 1443) , questa targa permetterà agevolmente all’installatore dell’apparecchio termico, e quindi al momento del completamento dell’impianto termico, di poter disporre di tutta la documentazione tecnica richiesta dalla Legge.

    La canna fumaria a servizio di apparecchi termici generici

    I collegamenti alla canna fumaria degli apparecchi di combustione (p.es. scaldacqua, caminetti, stufe ecc.) rientrano anche essi, purchè di potenza superiore a 4 kW,  nella responsabilità di chi li effettua e serve la dichiarazione di conformità.

    Anche in questo caso l’installatore dell’apparecchio (possibilmente installatore specializzato o fumista) procede con la verifica della targa fumi della canna fumaria e per salvaguardia della correttezza del suo operato sarebbe consigliabile di allegare sempre una foto della targa fumi, insieme alle varie fasi del montaggio, alla propria documentazione e a quella da consegnare al cliente.

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    Chi può collegarsi ad una canna fumaria nell’installazione di un apparecchio termico?

    Il collegamento del generatore di un impianto termico alla canna fumaria richiede la specifica abilitazione:

    1. Per installare un generatore di un impianto a gas serve la lettera E del D.M. 37/08 Art 2 g): impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas: l’insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei loro accessori, dal punto di consegna del gas, anche in forma liquida, fino agli apparecchi utilizzatori, l’installazione ed i collegamenti dei medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche per l’aerazione e la ventilazione dei locali in cui deve essere installato l’impianto, le predisposizioni edili e meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione;

    2. Per installare un generatore di un impianto termico a combustibile liquido o solido come caldaie, termocaminetti, termocucine o termostufe con potenza inferiore ai 35 kW, serve la lettera C del D.M. 37/08, e l’installatore si assume tutte le responsabilità di corretta installazione. UNI 10683 – UNI/TS 11278 Art. 1 c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali.

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    Sono un installatore di caminetti e canne fumarie e volevo qualche informazione sulla responsabilità nell’installazione sia dei caminetti che delle canne fumarie, sui problemi e le specifiche tecniche.

    La responsabilità nell’installazione delle canne fumarie o nei collegamenti alle canne fumarie  sia di apparecchi per impianti termici che di caminetti, stufe, stufe a pellet, caldaie , etc. o per altri tipi di installazione è della Ditta installatrice deve sempre consegnare le installazioni o gli impianti sicuri e conformi alle Leggi e alle norme tecniche  in tutti i loro componenti e funzioni , come indicato dal codice civile e codice penale.

    Ad esempio, nell’installazione di una caldaia a gas, la responsabilità globale dell’impianto (apparecchio + tubazione del gas +canna fumaria) è della ditta installatrice dell’apparecchio!

    Codice civile art. 2050:

    Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per

    sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non

    prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

    Codice penale art. 40:

    Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

    Il problema maggiore nelle installazioni di generatori di calore per la ditta installatrice è spesso rappresentato dalla canna fumaria:

    • sovente viene posata da altri, anche non aventi conoscenze impiantistiche;  quasi sempre non si trova la relativa documentazione e/o certificati

    • non si conoscono le caratteristiche tecniche della canna stessa

    • è forse il componente più complesso dell’impianto, pur essendo un accessorio

    • l’industria fornisce i prodotti a norma CE, ma spesso non informa sufficientemente la propria clientela sugli obblighi (prova di tenuta, targa fumi ecc.), e normalmente gli installatori non leggono le istruzioni di montaggio, perchè il rivenditore non le fornisce o perchè non lo reputano necessario.

    La soluzione per i problemi di sicurezza e buon funzionamento degli apparecchi è solo una: eseguire i lavori secondo le norme:

    Ogni canna fumaria installata o usata per la prima volta dopo il giugno 2005 (CPD +UNI EN 1443/05) deve essere dotata di una targa fumi che ne indica le caratteristiche tecniche, le generalità della ditta che l’ha installata e/o che ne risponde dell’esattezza delle indicazioni.

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    Sto progettando un camino di ventilazione per locale filtro a prova di fumo e mi farebbe comodo per un tratto ( due piani seminterrati) costruire un condotto con misure cm 10 di larghezza per cm 100 di lunghezza onde rispettare la legge che prescrive la sezione minima che deve essere di 0,10 mq per poi proseguire con opportuno raccordo con il vostro camino ESSEREI. Tale configurazione è tecnicamente corretta?

    La legge antincendio,  nel prescrivere la sezione minima intende che tale sezione sia sufficiente a garantire la corretta evacuazione di eventuali fumi dal locale filtro a prova di fumo e questo per salvaguardare l’incolumità delle persone, ovviamente fare un condotto rettangolare di tale dimensioni rispetta sì la sezione di 0,10 mq,  ma il “diametro idraulico” sarebbe talmente piccolo che non sarà garantito il tiraggio naturale per cui consiglio di realizzare il camino di ventilazione per l’intero con la ESSEREI, tenendo presente che con i nostri moduli è possibile effettuare deviazioni, tratti orizzontali o inclinati e con i  componenti “su misura” completiamo la gamma a disposizione dei Progettisti e dei Clienti per cercare di risolvere la quasi totalità dei problemi di installazione.

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    Sto progettando alcuni camini di ventilazione per locali filtro a prova di fumo, alcuni a servizio di un singolo locale filtro, altri per più locali filtro sovrapposti, e mi è sorto il dubbio sullo sbocco dei condotti, cioè devono tutti uscire al di sopra della copertura dell’edificio più alto oppure possono avvenire su aree scoperte sovrastanti ma poste al di sotto della copertura dell’edificio più alto.

    Lo sbocco dei camini di ventilazione per locali filtro sovrapposti, condotti tipo Shunt, va fatto alla sommità degli edifici stessi.

    Nel caso di un camino di ventilazione per un singolo  locale filtro lo sbocco può avvenire in una zona sovrastante o adiacente al filtro stesso, purché tale zona od area abbia i requisiti di “ spazio scoperto” vedi punto 1.12 del D.M. 30/11/1983.

    E’ importante anche valutare il comignolo, che va a completare il camino di ventilazione che anche se non è specificato da nessuna parte le caratteristiche che deve avere, a mio parere occorre seguire le regole dei camini per evacuazione fumi che prescrivono che la sezione di uscita dei comignoli deve essere almeno il doppio della sezione del camino.

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