Chi può posare una canna fumaria?

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, con nota del 24-02-2010, ha precisato che i caminetti, le stufe a legna e/o pellet,ecc. sono da considerare “ impianti termici” e di fatto li assimila agli impianti di riscaldamento a gas relativamente ai requisiti di sicurezza, perciò la loro installazione rientra a tutti gli effetti nel DM 37/08.

Il Ministero infatti scrive:

“…… chiarimenti in merito alla giusta applicazione del DM 37/08 con riferimento all’attività di installazione di caminetti e stufe.”

Innanzitutto occorre specificare che per “impianto termico” per riscaldamento, ai fini del sopraccitato DM, si intende il complesso di prodotti formato generalmente da un generatore di calore, da un condotto per lo smaltimento dei fumi, ove generati, sistema di aerazione e ventilazione, eventualmente uno o più sistemi per la distribuzione di calore.

Per quanto premesso, “l’impianto termico” di riscaldamento, qualunque ne sia la potenzialità, entra nella classifica di cui al DM 37/08, articolo 1. comma 2 lettera c).

Perciò, sia la costruzione delle canne fumarie, sia l’installazione di caminetti, stufe

ecc, deve essere fatta da imprese iscritte alla CCIA come da DM 37/08, articolo1. comma 2 lettera c), (anche se con le opportune limitazioni). In particolare le canne fumarie devono essere progettate e avere la dichiarazione di conformità anche quando non hanno ancora l’apparecchio allacciato in quanto parti di impianto termico (vedi DM 37/07 allegato 1- legenda: punto7).

La seconda risoluzione Ministeriale del 17/01/2011 conferma, richiamando la precedente nota di cui sopra, che l’istallazione di stufe, caminetti e canne fumarie non solo rientra nelle more del DM 37/2008, ma sottolinea come la stessa attività già rientrasse pure nella regolamentazione della L. 46/1990 (il DM 37 avrebbe solo chiarito meglio le attività che rientrano tra gli “impianti termici di riscaldamento”).

Inoltre:Il Dlgs 128 del 28-06-2010 definisce con l’Art: 283 al punto b) generatori di calore: qualsiasi dispositivo di combustione alimentato con combustibili al fine di produrre calore, costituito da un focolare ed eventualmente uno scambiatore di calore;  e al punto d) l’impianto termico; ne consegue che tutti gli apparecchi quali caminetti, stufe a legna e pellet, caldaie etc. sono considerati generatori di calore e come tali sono apparecchi termici.

La  loro installazione, così come la nuova costruzione, il risanamento di vecchi camini (punto h: modifica dell’impianto) o la ristrutturazione della canna fumaria  a loro collegata, costituendo l’insieme un impianto termico civile rientra nel DM 37/08 e quindi a fine lavori occorre rilasciare la Conformità dell’impianto.

Per quanto riguarda l’installazione degli apparecchi termici basta seguire le norme UNI  fra le quali la UNI 10683 e verificata la documentazione degli apparecchi e quella della canna fumaria si può emettere la Dichiarazione di Conformità di installazione che è fondamentale per far valere  tutte le garanzie degli apparecchi stessi  e anche le varie Assicurazioni sulla casa.

In merito all’installazione o la costruzione di un camino – canna fumaria il Modello attuale  per la Dichiarazione di conformità presenta una modifica sostanziale rispetto al Modello precedente e riguarda gli impianti che sono stati eseguiti utilizzando prodotti per i quali non esistono norme tecniche di prodotto o di installazione e che vengono utilizzati allo stesso scopo in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

Quindi l’impresa che utilizza per la realizzazione di un camino o di una canna fumaria prodotti per i quali non esistono Norme,   quindi privi di certificato CE,  dovrà allegare alla Dichiarazione di conformità anche un progetto firmato da un Ingegnere iscritto all’Albo e deve sempre apporre la targhetta identificativa del camino con specificate le caratteristiche di designazione ottenute dal progetto.

Quando l’Impresa utilizza sistemi camino finiti marcati CE (ESSEBLOCK o doppia parete acciaio o rame), completa l’installazione con l’applicazione della targhetta di identificazione (UNI EN 1443) della canna fumaria e quindi, essendo marcato CE dalla Fabbrica tutto il sistema camino finito, l’impresa  può facilmente rilasciare la conformità.

Ricordiamo che la costruzione di canne fumarie, in modo particolare per caminetti, stufe a pellet, caldaie a biomassa, etc. utilizzando più componenti singoli marcati CE ( esempio: canne in acciaio monoparete + lana roccia + cavedio esterno in vari materiali) richiede, alla fine dell’installazione, al momento dell’apposizione della targhetta identificativa della canna fumaria realizzata, l’apporto di un Tecnico che stabilisca le caratteristiche del prodotto ottenuto dall’assemblaggio dei vari componenti e in particolare definisca la temperatura di funzionamento, la distanza dei materiali combustibili ecc., cioè deve definire i dati da inserire nella targhetta, questa permetterà, ad eventuali successive imprese, in caso di sostituzione dell’apparecchio termico, di sapere se la canna fumaria sarà compatibile con il nuovo apparecchio.

UNI TS 11278 punto 5

“Per prodotti designati e marcati secondo la UNI EN 1856-2 l’installatore deve inoltre definire la distanza dai materiali combustibili secondo una delle seguenti modalità:

  • calcolare la distanza dei materiali combustibili secondo la UNI EN 15287-1 ad eccezione dei canali da fumo, per i quali la distanza dai materiali combustibili deve essere fornita dal fabbricante;
  • rispettare le distanze minime di sicurezza indicate nelle norme di installazione (per esempio UNI 7129, UNI 10683, UNI 10845 e UNI 11071).
  • Inoltre, deve definire, nel caso di prodotti isolati in opera, la resistenza termica (per esempio secondo il metodo di calcolo della UNI EN 15287-1).”

    Ciò viene evidenziato pure nella Legenda del Modello della Dichiarazione di Conformità degli Impianti al punto 7 ove evidenzia “nel caso in cui parti dell’impianto siano predisposte da altra impresa ( ad esempio ventilazione e scarico fumi negli impianti a gas-e attualmente anche per i caminetti etc.), la dichiarazione deve riportare gli analoghi riferimenti per dette parti.”

    In base alla detta normativa:

    • a partire dal 28 luglio 2010 la dichiarazione di conformità va rilasciata sui nuovi moduli, previsti dagli allegati I (imprese installatrici) e II (uffici tecnici interni delle imprese non installatrici) del D.M. 37/08;
    • SI EFFETTUA UN UNICO DEPOSITO IN COMUNE (PRESSO SPORTELLO EDILIZIA ED URBANISTICA).

    Ai sensi dell’art. 11 del DM 37/2008 è previsto un unico deposito presso il Comune (Sportello Edilizia ed Urbanistica), evitando così il deposito anche presso la Camera di Commercio:

    comma1
    …l’impresa installatrice deposita, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l’edilizia, di cui all’articolo 5 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 del comune ove ha sede l’impianto, la dichiarazione di conformità ed il progetto redatto ai sensi dell’articolo 5, o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

    Si rammenta in ogni caso la necessità di depositare, contestualmente alle due copie di dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte resa sulla base del modello (I o II):

    la copia destinata al Comune contiene anche i cosiddetti allegati obbligatori (previsti esplicitamente dall’art. 7, commi 1 e 2 del D.M. 37/08):

    • relazione con tipologie dei materiali utilizzati con materiali normalizzati ( CE ),
    • progetto ai sensi degli articoli 5 e 7 oppure schema di impianto realizzato con descrizione funzionale ed effettiva dell’opera realizzata con la necessaria documentazione tecnica e il richiamo ad osservanza e applicazione di Norme Tecniche.

    Qualora il Comune non richieda il deposito della dichiarazione di conformità, tale dichiarazione sarà data al committente.

    Quindi in definitiva il committente deve chiamare imprese in regola e pretendere la conformità, anche per non far decadere la garanzia dell’apparecchio o dell’impianto.

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