Volevo cambiare una caldaia di tipo B oramai vetusta, i cui fumi vanno in una vecchia canna fumaria condominiale, e volevo metterne una di ultima generazione ad alto rendimento anche se di pari potenza, mi sono accorto che non è una cosa semplice come pensavo. L’idraulico mi ha detto che una volta installata deve fare la verifica del tiraggio non solo della mia ma anche delle altre caldaie perchè cambiano i valori di temperatura dei fumi (giustamente migliore è il rendimento e la combustione e minore è la temperatura dei fumi) per cui c’è il rischio di “sbilanciare” il tiraggio complessivo della CCR; è una cosa plausibile o vuole solo spillarmi quattrini e farmi litigare, in caso di problemi con le altre caldaie, con i miei condomini?

Il suo idraulico ha ragione ed è una persona competente e vuole mettere in sicurezza tutti quelli che possono avere danni dal proprio lavoro. Il tiraggio della CCR, canna collettiva ramificata, è molto delicato ed è un equilibrio fra le potenze delle caldaie, le altezze e le sezioni delle canne stesse. La delicatezza dei calcoli per il tiraggio e l’importanza, ai fini della sicurezza degli impianti e quindi delle abitazioni, fa sì che per una canna nuova o per il rifacimento di una vecchia occorre un progetto redatto da un professionista (DM 37-08) con il calcolo del tiraggio e la definizione delle sezioni del condotto principale, del secondario e del canale da fumo UNI 10640/97; per esperienza personale posso garantire che non è affatto semplice trovare il giusto equilibrio.

Per quanto sopra detto, non è pensabile fare a priori un calcolo termico di verifica di una vecchia canna che, visti i numerosi parametri da impostare nel calcolo (natura dei materiali, della forma e delle dimensioni, dello spessore delle pareti, della resistenza termica, etc. della canna fumaria), è impossibile sapere e definire correttamente.

Fare una mera sostituzione della caldaia e immettere i gas in una CCR inglobata all’interno dei muri con crepe e possibili trafilamenti di monossido di carbonio CO e biossido CO2 all’interno delle abitazioni non garantisce il tiraggio e di certo la sicurezza dell’installazione ma non solo, tale intervento può mettere in pericolo l’equilibrio dell’intera CCR compromettendo il tiraggio degli altri apparecchi.

Succede purtroppo molto spesso che, magari per intasamento della canna fumaria, sporcizia, rotture etc, (per non parlare di inserimenti di caldaie a camera stagna!!! nella CCR condominiale, troppe volte effettuati da improvvisati artigiani che però fanno risparmiare) tali gas si riversano nell’ambiente dall’interruttore di tiraggio e accade che numerose persone ci convivano senza accorgersene; questo fino a quando la concentrazione di tali gas raggiunge valori elevati con conseguenze mortali o di gravi intossicazioni come spesso riportano gli organi di informazione.

Cosa fare per stare in tranquillità e avere poi un prodotto ad alto rendimento?

In funzione di quanto sopra detto, io consiglierei di fare una prova di verifica del tiraggio, prima di sostituire la caldaia, di tutte le caldaie della CCR secondo quanto prescrivono le norme – UNI 10845- e controllare l’altezza dell’ultimo tratto e la posizione e l’idoneità del comignolo.

Qualora le condizioni lo richiedano, se si è in presenza di situazioni di pericolo è possibile effettuare o una ristrutturazione della canna collettiva ramificata o la sostituzione con altra nuova mantenendo i generatori di tipo B presenti.

Effettuare una ristrutturazione della vecchia richiede sempre il calcolo e il progetto e spesso è una strada estremamente costosa e, se passa all’interno degli appartamenti o è inglobata nei muri, è quasi impensabile farlo; a questo punto  si può optare per una nuova CCR da mettere all’esterno del palazzo senza stravolgere il decoro architettonico dello stesso, per questa soluzione ESSEBLOCK ESSE316, il sistema camino finito certificato CE a doppio isolamento (lana di roccia e calcestruzzo leggero), è sicuramente un modo molto efficiente ed economico per risolvere il problema.

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